Solidarietà conviene

VI edizione di “Esercizi di democrazia”

Elaborato vincitore
del concorso per le scuole secondarie di I e II grado organizzato dall’Amministrazione comunale nel maggio 2012.

“Solidarietà” di Nicola Montagnese

Dopo la caduta della monarchia nel 1946, ci fu bisogno di scrivere i nuovi ideali con cui la nazione si doveva risollevare e trasformare in Repubblica.
Fu così scritta la Costituzione italiana, indispensabile se si vuole far parte di una nazione unita con pari diritti per tutti.
Uno degli articoli che riguarda più il singolo individuo è il secondo articolo:
“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”
Quest’ultimo assicura al singolo individuo o appartenente a una formazione sociale, i diritti inviolabili da parte della repubblica, ma anche i doveri che l’uomo deve assolutamente rispettare.
Infatti se da una parte la repubblica assicura i diritti fondamentali, dall’altra, l’uomo come individuo ha il dovere di ricompensarla lavorando.
In questo modo si giunge ad un equilibrio fondamentale se si vuole vivere in una repubblica. Una vera repubblica, formata da persone rispettose del prossimo e pronte ad adempiere ai propri doveri.
Ogni individuo del mondo ha dei diritti. Teoricamente. Guardando le situazioni attuali, i diritti dell’uomo sembrano quasi non esistere. Senza andare troppo lontano, basta restare in Europa. Magari in Italia, la libera e democratica Italia.
Il problema più scottante è quello degli immigrati clandestini.
A loro viene garantito il diritto di “esprimersi”?
Viene data la possibilità di evolversi, crescere culturalmente e socialmente?
Nel secondo articolo della costituzione è chiaro che i diritti debbano essere garantiti per ogni uomo. Ma in Italia gli immigrati sembrano non averli e spesso sono esclusi dalla società e trattati come bestie: arrivano in Italia dopo estenuanti viaggi clandestini e quelli che sopravvivono al viaggio vengono inseriti in centri d’accoglienza (più o meno accoglienti).
Dopo qualche giorno la metà di questi vengono rimpatriati, in paesi in cui spesso si rischia la vita. Se un uomo rischia la vita quasi ogni giorno, ovviamente non è tutelato e non è libero. E un uomo schiavo della paura non pensa ad esprimere la sua personalità. Ha ben altri problemi. Ma forse uno schiavo non ha nemmeno personalità. Ora entra in gioco la solidarietà, citata anche nel secondo articolo della costituzione.
Cos’è la solidarietà, come questa può cambiare le cose?
Solidarietà è un sostantivo che deriva dalla parola francese “solidaire”.
Solidarietà significa sentire dentro di se quando una persona ha bisogno del nostro aiuto, anche piccolo, è donarsi gratuitamente agli altri. La solidarietà cambia le cose perché in una comunità dove ognuno si preoccupa anche per l’altro, oltre che per se stesso si vive con più entusiasmo e voglia di fare.
Si parla di “solidarietà sociale” in riferimento ad attività svolte dalle istituzioni per sollevare persone costrette ai margini della società, come appunto gli immigrati.
Per essere solidali con una persona è necessario per prima cosa rispettarla.
Il rispetto è necessario in qualsiasi contesto, con qualunque persona, chiunque questa sia. Rispettare l’altro, senza sentirsi superiori a lui, senza soffocarlo, e confrontandosi pacificamente: solo così si può dare all’individuo la possibilità di esprimersi come meglio crede. Non è molto difficile. Il problema è che la società moderna ci impone il modello di uomo egocentrico e con un livello di attenzione verso il resto del mondo assolutamente basso. L’uomo dovrebbe cercare di alzare questo livello di attenzione in modo da portarlo almeno al rispetto per il prossimo.
La solidarietà, poi, nascerà spontaneamente.

Silvia Del Puppo, Valeria Gambuzza, Arjuna Moro, Marzia Aiello, 3Ai

Grazie al concorso “Esercizi di democrazia” bandito dal comune di Corsico e vinto dai ragazzi di 3A, gli alunni Maverick Bracca e Daniele Perelli,
sono stati prescelti per l’imbarco sulla nave Vespucci per la navigazione da Civitavecchia (27 maggio) a Venezia (6 giugno).
Auguriamo ai prescelti un buon viaggio.

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