Un caso di cronaca che mi ha colpito

Giustizia è fatta? Il caso Lea Garofalo

Il 3 dicembre sul “Corriere della sera” è uscito un articolo che parlava di criminalità organizzata. Due anni fa la giovane donna Lea Garofalo decide di denunciare tutto quello che riguarda la mafia alla polizia. Nonostante il suo coraggio viene sequestrata, torturata e sciolta nell’acido in un terreno della Brianza. Il principale imputato è Carlo Cosco (ex compagno da cui ha avuto una figlia, Denise) e altri cinque imputati legati alla ‘ndrangheta crotonese. Dopo la morte della mamma, Denise è chiamata a testimoniare contro suo padre durante il processo. Dopo aver testimoniato, Denise deve essere scortata e tenuta sotto protezione ventiquattro ore su ventiquattro. Il peggio sembra finito: Carlo Cosco in galera e quindi giustizia è fatta.
Ma il peggio deve ancora iniziare. Alla caduta del governo Berlusconi, Monti sceglie il giudice Filippo Grisolia, che non è altro che il presidente del caso Lea Garofalo, come collaboratore del ministro della giustizia del nuovo governo. Al cambio del giudice, i legali di Cosco colgono l’occasione per far annullare il processo e tutte le testimonianze, per iniziare un nuovo processo con nuove testimonianze e tutte le procedure di rito. Il nuovo giudice, codice alla mano, approva la domanda dei legali di Cosco, e s’inizia il nuovo processo. Però ogni processo ha dei termini di scadenza, e giacché il processo è iniziato due anni fa, il prossimo luglio, Cosco e i suoi compari possono tornare liberi, dato che è quasi impossibile arrivare alla sentenza entro luglio. Ed ecco che un uomo come Carlo Cosco può essere libero pur avendo compiuto un omicidio di questo tipo.
Questo caso mi ha colpito molto per vari aspetti. Innanzitutto il coraggio delle due donne che non si sono fatte spaventare dal fatto che, com’è successo per Lea, potevano essere uccise. Mi ha colpito anche la giovane ragazza che non si è fatta intimorire dal fatto che stava testimoniando contro suo padre. Quest’articolo mi ha fatto riflettere molto sulla spietatezza degli uomini, che non si fermano davanti a niente anche se la persona che stai per uccidere è la persona con cui hai scelto di condividere tutto fino alla tua morte.
G. Buccini, Processo subito per la morte di Lea. Questa volta un rinvio è senza scuse.

Giovanni Palma, 2A

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