Digital makes sense

Prospettive o limiti nella didattica
di Giorgio Ginelli

Settembre 2012

Le ICT giocano un ruolo complesso nel processo di apprendimento ma non hanno una incidenza lineare e automatica sulle performance degli studenti.”
(rif. “e-ducazione” di Morena Modenini, 2011)

La classe è un ambiente di lavoro che non offre ampi spazi di manovra all’insegnante. La principale attenzione del docente è rivolta ad aspetti che coinvolgono in prima istanza l’attenzione degli alunni e la somministrazione di un contenuto. L’utilizzo di strumenti che implicano un carico di lavoro maggiore o una problematica gestione degli stessi all’interno della classe, viene in genere concepito come fuorviante.
Bisogna dunque procedere per gradi nell’affrontare la problematica se si intende estendere su scala vasta l’utilizzo delle ICT all’interno della classe.
Anzitutto specificare e differire (e alla fine effettuare una scelta) tra l’utilizzo di strumenti come i tablet oppure di computer quale dotazione personale degli alunni. Non è un problema da poco e credo che debba essere messo alla base della progettualità del lavoro.
Così come è indispensabile stabilire il genere di lavoro che si intende portare avanti con le classi (consultazione, elaborazione, produzione) e sopratutto con quali obbiettivi, tendo conto del valore che “la conoscenza esprime nel momento in cui risulta integralmente accessibile a tutti” [1] e al significato che può assumere nel momento in cui ciascuno può disporne liberamente, per rielaborarla e integrarla con le proprie conoscenze (che è il vero obiettivo).
In una prima fase viene chiesto che lo strumento digitale sostituisca semplicemente il libro cartaceo e che nell’aula della classe si utilizzino strumenti e attrezzature per gestire il più possibile testi in formato elettronico (computer e LIM). Per gli studenti è perciò indispensabile disporre di uno strumento personale di lettura di documenti in formato PDF oltre a poter utilizzare liberamente il web per ricerche o per il collegamento di posta elettronica, che comunque dovrà divenire una costante abitudine sia per docenti che allievi.
Ulteriore sviluppo del percorso dovrebbe essere inteso ad avviare un uso più ampio e più generalizzato delle ICT, vale a dire che queste non siano più confinate nei soli laboratori di indirizzo.
A fare la differenza non sono gli aspetti quantitativi (la frequenza con cui si accede al laboratorio o il numero di ore totali trascorse di fronte ad un PC o a una LIM) ma quelli qualitativi, legati alla efficacia e alla innovatività della proposta formativa.

 L’implementazione del digitale nella scuola deve coprire diversi aspetti, tra cui la struttura educativa e l’organizzazione scolastica, le strategie e le modalità didattiche, il ruolo degli insegnanti. A questo proposito sarà indispensabile procedere ad azioni formative che sensibilizzino, rassicurino e supportino la classe docente, per avviare un percorso che conduca ad abbracciare un’ottica didattica e formativa, svincolata da connotazioni prevalentemente “tecnicistiche”.
Le ITC devono indurre negli studenti una maggior chiarezza dei contenuti, favorire l’acquisizione di una migliore metodologia di studio, favorire un approccio metacognitivo allo studio (comprensione del testo, memoria, problem solving, attenzione, studio), oltre che aiutare gli studenti a impostare attività o affrontare situazioni con implicazioni progettuali.
Nell’attività didattica, gli aspetti che i docenti dovrebbero avere come riferimento per l’utilizzo dello strumento digitale si possono identificare in una serie di passaggi essenziali sul ruolo delle ITC nell’educazione e nella formazione [2].

  1. L’innovazione tecnologica non ha un valore in sé ma assume un significato soltanto se e quando diventa veicolo e/o occasione di innovazione organizzativa e metodologico-didattica.
  2. L’innovazione tecnologica non può essere attuata sporadicamente, ma implica l’interazione “virtuosa” tra tutti gli attori che interagiscono in un contesto omogeneo, la continuità nel tempo e il consolidamento di buone prassi.
  3. Le innovazioni più significative sono quelle che riescono a diventare patrimonio condiviso di tutti i soggetti coinvolti (insegnanti, studenti, dirigenti, genitori, referenti…) e innescano processi orientati al miglioramento della qualità complessiva dell’organizzazione in cui si collocano.
  4. Qualsiasi innovazione tecnologica implica una “visione” sistemica e richiede che si mettano in atto investimenti costanti, strategie permanenti di supporto ai soggetti coinvolti e politiche flessibili di alfabetizzazione, formazione continua e aggiornamento delle competenze.
  5. Le innovazioni metodologiche più significative che le tecnologie possono agevolare o sostenere sono quelle che riportano lo studente al centro del processo di apprendimento e lo spingono a essere “attivamente coinvolto”.

La galassia di strumenti da utilizzare, che si prefigura per docenti e allievi, vede il turbinio di una gamma di strumenti che rappresentano un’evoluzione del concetto di “personal computer”: eBook reader, smartphone, tablet, notebook, portatile. Una nuova galassia, che quasi certamente modificherà in modo profondo la nostra relazione con i contenuti, l’informazione e la conoscenza.
Diventa indispensabile ricercare elementi concreti di valutazione per definire come devono essere attrezzate le classi che dovranno sperimentare questo tipo di percorso e il duello credo sia tra tablet e computer portatili (notebook), ognuno dei quali presenta una serie di caratteristiche che possono essere valutate pro e contro l’utilizzo in aula.

TABLET IN AULA

PORTATILE IN AULA

Pro

Contro

Pro

Contro

Ambiente altamente integrato

Trasportabili con facilità

Assenza di collegamenti fisici

Costante collegamento wi-fi

Costi esigui degli applicativi

Rischio di distrazione continua

Necessitano di SIM

Nuovi applicativi da utilizzare

Necessitano di supporto desk

Scarse periferiche

Maggior numero di applicativi free

Completo utilizzo di periferiche

Navigazione web completa

Ingombranti

Esposti a virus

Implicano collegamenti fisici

NOTE

[1] rif. Mario Rotta, “Gli eBook, le fonti e la rivoluzione digitale” e in “Oltre la carta: in aula con l’ipad e gli ebook reader”, Nova Multimedia Editore, 2011.

[2] rif. Rotta M., Bini M., Zamperlin P. “Insegnare e apprendere con gli eBook. Dall’evoluzione della tecnologia del libro ai nuovi scenari educativi. Roma, Garamond., 2010.

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