Digital class

L’aula digitale
di Giorgio Ginelli

La migrazione dei contenuti didattici dai tradizionali supporti cartacei a quelli digitali, passa per la predisposizione e l’utilizzo di dispositivi elettronici posti all’interno dell’aula dove si fa lezione, il cui utilizzo deve essere immediato e delle cui funzioni il docente deve avere conoscenza e buona pratica.

Un sistema adeguato a condurre una lezione potenziata da contenuti interattivi deve fare riferimento ad alcuni dispositivi indispensabili: un PC con collegamento alla rete Internet, un sistema di proiezione, una lavagna interattiva; questa postazione può essere completata da periferiche per la stampa e per l’acquisizione (testi, foto, disegni, video).

 

Lavagna Interattiva Multimediale

Dando per scontato che ormai quasi tutti sanno che una LIM sia un supporto elettronico di dimensioni variabili, il quale offre una superficie sulla quale è possibile scrivere, gestire immagini, riprodurre file video, consultare risorse web, credo si utile analizzare gli aspetti più importanti che definiscono le differenze tra i modelli esistenti sul mercato, iniziando dalle modalità di proiezione. Sono due: a proiezione frontale oppure retroproiettate.

La differenza si basa sul modo con cui l’immagine viene mostrata sulla superficie dello schermo e che determina la qualità di visione (maggiore nel caso della tecnologia a retroproiezione). Nel caso di proiezione frontale si ha un sistema composto anche da un videoproiettore ed un computer collegati esternamente fra loro. La migliore condizione di utilizzo di questa modalità è quando il videoprioiettore viene fissato al soffitto, in quanto elimina il cono d’ombra che si potrebbe creare da coloro si pongono fra proiettore e superficie della lavagna.

La modalità di proiezione influisce direttamente sul costo della LIM, alzandolo considerevolmente nel caso di lavagne retroproiettate, le quali risultano anche più ingombranti e il cui maggior peso deve essere tenuto in debita considerazione.

La superficie della lavagna interattiva si presenta come un pannello bianco che diventa interattivo nel momento in cui viene attivato il software di gestione della LIM; in tutti gli altri casi la lavagna è semplicemente la superficie sulla quale si proietta ciò che arriva al videoproiettore attraverso il collegamento con il PC (testi, immagini, animazioni, video).

Sono disponibili lavagne con modalità “touchscreen” nelle quali si usano le dita delle mani, oppure basate sull’utilizzo di una penna fornita a corredo della LIM. Per questioni di costo questa seconda modalità è quella più utilizzata e le lavagne possono essere corredate di diversi generi di “pennarelli”. Il tutto e per tutto la penna da utilizzare sulla superficie della lavagna, sostituisce il tradizionale dispositivo di puntamento e selezione utilizzato con il PC (il mouse).

La tecnologia di funzionamento delle LIM può essere di differenti generi; le più utilizzate sono sicuramente quella elettromagnetica e quella resisteva.

La tecnologia a induzione elettromagnetica garantisce alle lavagne anzitutto un’elevata risoluzione e un’elevata velocità di traccia. Le lavagne interattive che sfruttano questa tecnologia contengono, nella parte posteriore della loro superficie esterna, una griglia cablata che interagisce con le penne per determinare le coordinate identificative della traccia scritta. La penna contiene infatti un chip per la localizzazione che, al contatto con la griglia digitalizzata, emette un segnale elettrico. Il segnale viene inviato al computer che lo decodifica in termini di coordinate x e y, quindi determina esattamente la posizione della penna sulla superficie e riproduce il tratto scritto. Questa tecnologia consente, inoltre, di avere una superficie di lavoro estremamente resistente e duratura nel tempo (ciò a detta dei produttori, ovviamente).

Le lavagne che utilizzano tecnologia resistiva presentano una velocità di risposta in modalità interattiva inferiore rispetto alle tecnologie elettromagnetica, ma un superiore grado di risoluzione, di linearità e sensibilità. Questa tecnologia è maggiormente impiegata nelle LIM a modalità “touchscreen” che sono composte internamente da due strati flessibili, rivestiti con materiale resistivo e divisi fra loro da un sottilissimo strato d’aria. Al tocco sulla superficie esterna, il piccolo gap di aria tra i due strati resistivi viene a mancare, creando così un segnale elettrico che è inviato al controller della lavagna. Possiedono un basso grado di robustezza ad impatti violenti, graffi o atti accidentali.

 

Il posizionamento della LIM all’interno dell’aula è un fattore di criticità, non solo per l’aspetto ergonomico ma anche e sopratutto per una questione di sicurezza. La collocazione ottimale di un sistema LIM (PC, videoproiettore e lavagna) prevede che siano presi in considerazione alcuni aspetti importanti.

  • Il posizionamento a muro della lavagna, accanto alla cattedra e lontana dalla luce del sole, ad un’altezza adeguata per consentirne l’utilizzo anche da parte degli studenti.
  • Uno spazio adeguato davanti alla lavagna per poter compiere con scioltezza i movimenti e le azioni sulla sua superficie.
  • Il montaggio del proiettore, mediante staffa, a parete sopra la LIM, per ridurre il cono d’ombra creato dall’interposizione fra chi scrive e la superficie della lavagna.
  • La collocazione del PC e delle periferiche di corredo sulla cattedra o comunque vicino alla lavagna, per consentire, eventualmente, di intervenire agevolmente sulla tastiera da parte di chi è alla lavagna.

Inoltre deve essere assicurata una buona stabilità fisica del sistema nell’aula, per evitare problemi di sicurezza legati anche all’ingombro delle attrezzature e dei cavi.

 

A corredo della LIM deve essere fornito un software, che può essere proprietario oppure open (utilizzo libero). In genere ogni lavagna possiede un software proprietario, fornito con il dispositivo che può avere delle caratteristiche differenti a secondo della versione in cui viene fornito e che può rispondere o meno alle esigenze del docente. È comunque possibile installare un ulteriore software di gestione dell’interattività della lavagna.

In ogni caso i software di gestione della LIM generano dei file in formato proprietario che difficilmente possono essere letti dagli altri software.

Le caratteristiche che differenziano i software tra di loro sono comunque riferite al pannello di strumenti che questi mettono a disposizione, il quale rimane attivo al di sopra degli altri programmi applicativi che vengono lanciati.

Ecco alcuni riferimenti per risorse software aggiuntive o alternative al corredo della LIM.

  • Promethean Planet: una comunità online gratuita che fornisce agli insegnanti di tutto il mondo la capacità di condividere lezioni ed esperienze. Forniscono un software che consente di trasformare le lezioni in presentazioni PowerPoint® interattive con possibilità di effettuare valutazioni in tempo reale.
  • Pointofix: software freeware, liberamente scaricabarile, localizzato anche in lingua italiana.
  • Whiteboard: un applicazione gratuita che installa una semplice lavagna bianca dall’utilizzo facile e intuitivo.
  • Whyteboard: un software gratuito che consente l’annotazione di PDF, PostScript e diversi formati di immagine con gli strumenti di disegno comuni quali penna, rettangoli, ellissi, testo.
  • Scriblink: una lavagna interattiva free online.

 

Videoproiettori

Questi dispositivi si differenziano per la tecnologia impiegata nella proiezione dell’immagine, che può essere a LCD (a cristalli liquidi), DLP (Digital Light Processing) oppure CRT (a tubo catodico), i quali sono però più adatti a vere e proprie proiezioni cinematografiche.

La tecnologia a LCD si basa sulla scomposizione del fascio di luce prodotto da una lampada alogena in tre fasci dei rispettivi colori primari (Rosso, Blu e Verde), tramite tre particolari specchi dicroici. Una matrice di pixel a cristalli liquidi fa variare la loro opacità formando delle immagini monocolore che vengono poi ricomposte e proiettate attraverso l’obbiettivo.

I modelli DLP basano invece il loro funzionamento sul principio di riflessione della luce; per questo vengono chiamati dispositivi di proiezione per riflessione. Si tratta di una tecnologia più complessa, che fa uso di componenti più raffinati e adatti per ottenere immagini di maggior qualità.

Qualunque tipologia di videoproiettore si prenda in considerazione, i parametri valutativi rimangono però gli stessi.

Luminosità. Definisce la potenza di emissione del fascio di luce che proietta il video e quindi la capacità di rendere le immagini vivide e brillanti anche se l’ambiente non è completamente buio. Viene misurata in ANSI lumen (l’equivalente della luminosità visibile generata da una candela) ed è uno dei fattori più importanti.

Rapporto di contrasto. Definisce la qualità di visione un videoproiettore, ovvero la capacità del dispositivo di rendere le zone chiare e scure del quadro video in qualunque condizione di luminosità. Viene espresso in forma di rapporto numerico (ad esempio 600:1).

Risoluzione. Definisce la capacità del videoproiettore di rendere le immagini di pari risoluzione e quindi di mostrare dettaglio. In generale si hanno tre risoluzioni standard: SVGA (800 x 600 pixel), XGA (1024 x 768 pixel) e SXGA (1280 x 1024 pixel). Più alta è la risoluzione del video più l’immagine sarà resa in modo qualitativo, a patto che il proiettore raggiunga tale o maggiore risoluzione; da qui l’importanza di avere la possibilità di proiettare a una maggior risoluzione.

Correzione trapezoidale. Questa funzione consente di modificare la distorsione che si genera se il proiettore viene impiegato in posizione non perpendicolare al piano di proiezione.

settembre 2012

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