Dico al mio cuore

Gustave Caillebotte -Intérieur, Femme à la Fenêtre (1880).

Gustave Caillebotte -Intérieur, Femme à la Fenêtre (1880).

Dico al mio cuore, intanto che t’aspetto:
scordala, che sarà cosa gentile.
Ti vedo, e generoso in uno e vile,
a te m’affretto.
So che per quanto alla mia vita hai tolto,
e per te stessa dovrei odiarti.

Ma poi altro che un bacio non so darti
quando t’ascolto.
Quando t’ascolto parlarmi d’amore
sento che il male ti lasciava intatta;
sento che la tua voce amara è fatta
per il mio cuore.

Umberto Saba

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racconto di Francesco Murro (2D, 2013) ispirato alla poesia di U.Saba.

Era sera tardi e, come al solito, lui stava tornando a casa.
Non si sarebbe mai potuto immaginare lo sviluppo della vicenda.
Chiamò l’ascensore e, arrivato sul pianerottolo di casa, trovò la porta socchiusa.
Non avendo avvisato la moglie del suo arrivo a casa dopo il lavoro, pensò che dei ladri si fossero introdotti nell’appartamento.
Aprì la porta e, sentendo dei rumori provenienti dalla camera da letto, si diresse verso di essa.
Attraversato il lungo corridoio, la scena che gli si presentò, fu alquanto imbarazzante: sua moglie Lina condivideva il suo corpo con un estraneo.
Appena lei vide il marito si gettò giù dal letto e si mise a piangere.
L’estraneo, che nel frattempo non si era accorto di nulla, raccolse le sue cose e scappò precipitosamente.
Il marito di Lina chiuse la porta di casa a chiave e parlò con sua moglie.
La discussione fu molto accesa: «Cosa ti è saltato per la testa? Pensavi che a quest’ora io non tornassi dal lavoro? Io mi spacco la schiena tutti i giorni e tu così mi ripaghi?!»
Lina, avvolta per terra tra le coperte e con voce stridula e singhiozzante, rispose: «Mi dispiace! Io non avevo intenzione! O mio Dio! Cosa ho fatto!»
Dopo essersi asciugata le lacrime buttò all’angolo della stanza la coperta e, completamente nuda, si gettò disperata tra le braccia del marito.
Lui, prontamente, si diresse verso la porta, uscendo di casa così come era entrato.

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