La natura non fa sconti

Molto spesso l’uomo è egoista, non sa porsi limiti; fa l’incredulo davanti alla distruzione e si dispera quando ormai è troppo tardi. Crede di non avere difetti e pensa di potersi appropriare di ciò che lo circonda.
L’uomo è legato al lavoro, ai suoi interessi personali, al suo guadagno, ai suoi soldi. Tutto ciò che arricchisce fa gola all’uomo. E’ debole però, l’uomo, che piange quando il fango gli inonda la casa  o quando l’acqua dei correnti esondati gli trascina via tutto quello che ha. Debole anche quando non può sentire vicino a sé i cari più lontani perché una frana ha interrotto le linee di comunicazione o nei casi peggiori quando capisce di non poter più abbracciare suo figlio perché l’acqua infuriate del fiume se l’è portato con sé.
L’uomo troppe volte non si pone domande; costruisce dove non potrebbe, distrugge il territorio e si arricchisce sempre di più a discapito dell’ambiente . Disbosca ovunque le foreste per costruire case e ridimensiona gli argini dei fiumi a suo interesse e piacimento
Alla natura, però, questo non importa.  Anch’essa ha bisogno di cure necessarie  che la proteggano  e che in ogni caso non la distruggano.
Negli ultimi anni stiamo assistendo a sempre più catastrofi ambientali che disseminano dolore e distruzione.
Ma le vittime di queste stragi chi le paga? Della morti non ci si può pentire e se l’uomo è così ingenuo da far in modo che i suoi beni vengano distrutti, non può far altro che pagarne le conseguenze.
Penso che questo, in ogni caso non sia giusto. Non è giusto che la gente comune paghi sulla propria pelle gli errori degli altri. Quella stessa gente che si indebita fino al collo per pagare il muto della casa e per un alluvione questa viene rasa al suolo.
“La natura non fa sconti”, appunto dichiara Paolo Conti al Corriere della Sera  in un intervista del 3 Ottobre di cinque anni fa. La natura restituisce, SEMPRE, all’uomo quello che le viene dato.
È quanto accaduto recentemente in molte città dell’Italia, tra cui ricordiamo per maggiori danni Genova, Parma, Roma e Milano; sono bastate alcune ore di pioggia per far sondare i fiumi  e di conseguenza diffondere paura tra la gente e bloccare la città.
Di fronte a queste catastrofi l’uomo è il primo a tirarsi indietro, a non riconoscere la sua imprudenza e i suoi sbagli; non trova giusto dover pagare per i danni creati…da altri
Penso, infine, che basterebbe più giudizio, cura e responsabilità per evitare queste disgrazie. Sempre secondo il giornalista Paolo Conti, “ la natura non è matrigna in principio, ma lo diventa  perché l’uomo le ha sottratto  gli strumenti per proteggere proprio se stesso”.

Carlotta Fiati, classe 5Asa, 2014/15
Simulazione prima prova – Saggio breve – Ambito tecnico/scientifico

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