Qualcuno con cui correre

Qualcuno con cui correre_bookDavid Grossman
Qualcuno con cui correre
A.Mondadori editore, 2008.

David Grossman è uno scrittore e saggista israeliano nato nel 1954. È autore di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i cui libri sono stati tradotti in numerose lingue.
Del romanzo Qualcuno con cui correre pubblicato nel 2001 e pubblicato in Italia nel 2008, è stato tratto nel 2006 un film diretto dal regista Oded Davidoff.

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Autunno 1999, Gerusalemme.
Due sconosciuti, due vite parallele, due protagonisti, un unico finale, insieme.
Il giovane Assaf, un ragazzo timido, impacciato che ama stare solo. La sua vita stravolta dalla comparsa di un cane, dalla disperata e determinata ricerca dell’intelligente, travolgente, entusiasmante, talentuosa Tamar.
Tanti incontri, persone, indizi, luoghi, storie, verità.
Assaf che si appassiona sempre più della Tamar che gli viene descritta, che è determinato a trovare, ignaro del guaio in cui si trova la seducente sedicenne.
Un cane, la cagna di Tamar, che fa da collegamento tra le due storie: quella della ragazza istintiva, incosciente e responsabile, pura, che rischia la vita per salvare il fratello; e quella di un ragazzo solo e incompreso, rinchiuso in un mondo che non gli appartiene, che si sente finalmente libero, spinto da una frenesia che non aveva mai provato: la ricerca di Tamar per lui era diventata “…non solo importante: essenziale. Come il pane e l’acqua, come il gusto per la vita…”.
E con la cagna al suo fianco, per le strade di Gerusalemme aveva finalmente trovato qualcuno con cui correre, con cui sentirsi libero, vivo.
“Qualcuno con cui correre” è il titolo del romanzo di David Grossman pubblicato nel 2001.
È un romanzo che tratta temi attuali: il problema della droga tra i giovani; lo sfruttamento; l’amicizia, che può esistere tra persone e tra uomo e cane; la passione.
La stessa passione che lega Assaf e Tamar, che dopo averla trovata non lascia più.
Lei aveva bisogno di “… uno con una mano grande così, uno che se ne sta con la mano alzata, forte, ferma, come la statua della libertà. E allora tu, tu da lontano, da qualsiasi punto della Terra, vedrai quella mano e saprai che lì potrai posarti e riposare…”.
Lui era perfetto per lei, glielo aveva dimostrato, era rimasto con lei, sempre. L’avrebbe seguita, ovunque. Lei  “…Lo ascoltava senza sentire, lo guardava senza vedere…”. Non potevano allontanarsi, “…Trovavano scuse per toccarsi, per stringersi l’uno all’altra…”.
“…Il mondo era negli occhi dell’altro…”.
Questo romanzo è ricco di colpi di scena. Si snoda su due racconti paralleli, due ragazzi che alla fine condividono un’unica storia.
David Grossman, l’autore, nato in Palestina, a Gerusalemme è sempre stato un uomo aperto al dialogo, ma nonostante ciò il suo libro non è caratterizzato da parole, ma da azioni, fatti e avvenimenti. “…Il silenzio preserva la saggezza…” lui stesso ha scritto.
È un romanzo che dal mio punto di vista può motivare le persone che lo leggono a seguire le proprie idee, intenzioni, a non arrendersi, a essere determinati a fare quello che si crede giusto.
Sono tanti i romanzi che trattano il tema dell’adolescenza, ma questo testo a differenza di altri mi ha interessato maggiormente per la sua semplicità nel trattare argomenti difficili, e per come critica il mondo degli adulti.
Molti lettori potrebbero, come me, rimanere stupiti interessati dal personaggio di Tamar, dalla sua forza e determinazione, quindi è un libro adatto a chi ama il lieto fine, e chi adora l’avventura, quella di tutti i giorni e quella che ti cambia la vita.

Greta Di Luzio, 2Bsa 2014/15.

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