Cronache della Lega Polesotecnica

Paul Anderson
Cronache della Lega Polesotecnica
Traduzione: Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli
Editrice Nord, Cosmo Argento, 1980

Tra i grandi affreschi di “storia futura” tanto cari agli scrittori di fantascienza questo della Lega Polesotecnica di Poul Anderson è certo uno dei più ricchi e vividi.
Le avventure del furbo e simpatico mercante Nicholas van Rijn, e del coraggioso esploratore David Falkayn, hanno dato, poco per volta col passare degli anni, forma e consistenza a un “opus magnus” tra i più validi ed importanti della moderna fantascienza.
Il presente volume, che si affianca ai cinque precedenti del ciclo (Mondo rovente, Il mercante delle stelle, La ruota a tre punte, La guerra degli uomini alati, Mirkheim) raccoglie le undici storie della serie ancora inedite. Questi racconti e romanzi brevi, che si estendono per un arco di quasi mille anni di storia futura, e sono correlati tra loro da una dettagliata carta cronologica dell’intero “arazzo futuro” di Anderson, raccontano minuziosamente l’espansione dei terrestri nella Galassia, il loro incontro con altre razze intelligenti, la nascita e il declino della Lega Polesotecnica (un’associazione di principi-mercanti che ambisce a colonizzare i mondi alieni e a portare in tutta la Galassia le regole del libero commercio).
In questo memorabile quadro delineato da Anderson spicca nettamente il complesso e travagliato rapporto tra i terrestri e gli uomini alati di Avalon, che è il filo conduttore che lega i racconti del volume e li inserisce nella struttura omogenea e compatta di una saga di rara bellezza.

Jack Barron

Annunci

La primavera di Helliconia

Brian W. Aldiss
La primavera di Helliconia
Traduzione di Roberta Jole Luisa Rambelli
Editrice Nord, Cosmo Oro, 1985

Il pianeta Helliconia fa parte di un sistema binario e il suo periodo di rivoluzione attorno alla stella principale, Freyr, è di 2592 anni terrestri. Questo determina il ciclico alternarsi di stagioni di enorme durata, ove il clima e l’ambiente subiscono gigantesche trasformazioni ed intere civiltà muoiono e rinascono senza che ne rimanga il ricordo.
In questo affascinante scenario, Aldiss costruisce la sua opera più ambiziosa ed impegnativa, che offre una varietà di stimoli cognitivi in una cornice immaginativa di straordinaria complessita e ricchezza: un’epica grandiosa che narra l’evoluzione di una razza e di un mondo.
Nel primo libro della trilogia di Helliconia gli abitanti vivono la rinascita del pianeta, in un’epoca di profondi rivolgimenti naturali. La comunità di Oldorando, nel grande continente centrale di Campanniat, e lacerata da opposti atteggiamenti nei confronti della nuova realtà: la conquista di nuovi territori e la costruzione di una civiltà non si integrano con la lenta riscoperta di un passato ignoto e con la profonda conoscenza delle leggi della natura.
Su questo sfondo, drammatiche prove segnano il cammino e la sorte del popolo di Helliconia e portano allo scontro con l’altra razza intelligente, i phagor, in lotta perenne e sanguinosa con gli umani per il predominio del pianeta Aldiss ha elaborato una metafora del nostro mondo e dei profondi dissidi che lacerano l’uomo moderno, e si interroga sul futuro dell’umanità, forse segnato da una nemesi fatale. “La primavera di Helliconia” ha vinto nel 1983 il Premio John W. Campbell per il miglior romanzo, assegnato da una giuria internazionale di esperti, ed è stato finalista al Premio Nebula.

Jack Barron

Nel segno della luna bianca

Lino Aldani, Daniela Piegai
Nel segno della luna bianca
Editrice Nord, Fantacollana, 1985

Pubblicato nel 1985 questo romanzo scritto a quattro mani dal decano italiano della letteratura di genere fantascientifica e una delle scrittrici di genere fantasy più apprezzate, è un’incursione inattesa, che propone i codici della fantasy in una versione particolarissima, rispettosa ed eversiva allo stesso tempo. Nel 2004 il romanzo è stato ristampato dalla Perseo con il titolo Febbre di luna, insieme a vari racconti.
Il romanzo è la presentazione di un mondo. In ogni sottoinsieme del fantastico, l’impegno del narratore è costruire un universo, prenderlo sul serio e approfondirne ogni suo aspetto. Aldani e Piegai operano in una tradizione diversa dalla matrice cavalleresca sviluppata dagli epigoni di Tolkien. Piuttosto, siamo nei dintorni del filone della sword & sorcery e della heroic fantasy. Gli scenari sono talvolta a metà fra il Medioevo e l’antichità, spesso almeno in parte urbani, sempre con la presenza del soprannaturale, con una struttura sociale presentata a tutto tondo, non necessariamente “dall’alto”, e in genere non-gerarchici nell’essenza ultima: nel conflitto fra umano e metafisico, l’esito non è scontato.
Nella variante di Aldani e Piegai, abbiamo una fantasia eroica senza eroe, in un simil-Medioevo sostanzialmente rurale. Il protagonista è adolescente ma Nel segno della luna bianca è un romanzo mirato chiaramente a un lettore adulto. Classicamente, la storia del ragazzo è una vicenda di crescita e di ricerca, in cui il perseguimento dell’autoconsapevolezza personale si unisce a quello della verità sulla natura del mondo. Attraverso gli occhi del protagonista Gavor, anche il lettore impara gradualmente a “vedere” il suo mondo, magico ma non idealizzato.

Jack Barron