Scrutare nel buio

Philip K. Dick
Scrutare nel buio
Traduzione di  Sandro Pergameno e Valerio Fissore
Editrice Nord, Narrativa d’Anticipazione, 1979

È un romanzo del 1977, il cui titolo originale è A Scanner Darkly, tradotto in italiano anche col titolo Un oscuro scrutare (Fanucci editore, 2010). Viene considerato uno dei più bei romanzi sulla tossicodipendenza mai scritti, e senz’altro uno dei capolavori dello scrittore californiano.
Il romanzo è ambientato in California, in un futuro non molto remoto. Tra i giovani circola una droga micidiale, nota come “Sostanza M” o “Sostanza Morte”. Il protagonista è il tossicodipendente Bob Arctor, che vive alla giornata in una casa affollata insieme ad altri tossicodipendenti. Le giornate del gruppo di Bob trascorrono tra sballo, conversazioni sconclusionate, avventure tra il comico e il tragico. Nella descrizione della vita di Arctor e compagni non è difficile leggere elementi autobiografici (anche Dick fu tossicodipendente, da anfetamine).
Bob Arctor nasconde però un segreto: è un agente infiltrato della narcotici. Nella sua casa vi sono telecamere che riprendono tutto quel che avviene. Bob è il classico agente usato in operazioni sotto copertura, che riferisce ai suoi superiori nascosto da una tuta disindividuante (scramble suit nell’originale) che ne confonde i lineamenti e l’aspetto; questo per evitare che qualche talpa all’interno della polizia possa rivelare la sua vera identità alle organizzazioni di narcotrafficanti.
Bob quindi conduce una doppia vita: ogni tanto diventa l’agente di spionaggio Fred, spione e nemico di quelli che nella vita da tossico sono suoi amici. La situazione è complicata dal fatto che uno degli effetti collaterali della Sostanza M è la progressiva separazione dei due emisferi cerebrali, che porta gradualmente a una vera e propria schizofrenia. L’emisfero della razionalità e della logica diventa sempre più autonomo da quello dei sentimenti e dell’intuizione.
La vita di Bob/Fred va pian piano a pezzi, e con lui quella dei suoi amici/vittime tossicodipendenti, fino a un finale straziante e sorprendente.

Jack Barron

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La svastica sul Sole

Philip K. Dick
La svastica sul Sole
Traduzione di Roberta Rambelli
Fanucci Editore, Immaginario Dick, 2011

La svastica sul sole (The Man in the High Castle) è una celebre ucronia di Philip K. Dick, pubblicata nel 1962 e vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo.
Le forze dell’Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l’America è divisa in due parti, l’una asservita al Reich, l’altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L’Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l’Italia ha preso le briciole e i nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone.
Sulla costa  occidentale degli Stati Uniti, i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folclore e della cultura americana, e tutto sembra ruotare intorno a due libri: il millenario I Ching, l’oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l’Asse sarebbe stato in realtà sconfitto dagli Alleati.
La svastica sul sole racconta la Storia e le sue possibilità, la realtà e le riscritture, lo scontro culturale tra Oriente e Occidente, l’invasione della spiritualità nella vita quotidiana, il dramma morale di chi deve sopravvivere in un regime di sottomissione.
L’edizione Fanucci comprende due capitoli sequel che Dick ha scritto nel 1967 e dove spiega l’esistenza di due realtà parallele. Questi due capitoli dovevano costituire un secondo romanzo che Dick non è riuscito più a scrivere.

Jack Barron

I Simulacri

Philip K. Dick
I Simulacri
Traduzione di Roberta Rambelli
Fanucci Editore, Immaginario Dick, 2002

È un romanzo di fantascienza dello scrittore statunitense Philip K. Dick pubblicato nel 1964. Il romanzo è ambientato nel XXI secolo, in ipotetici “Stati Uniti d’Europa ed America”, governati dal partito unico Democratico-Repubblicano, tramite il presidente, Der Alte, e la First Lady Nicole, vero motore del potere.
Si tratta di un romanzo corale, in cui non si riesce a individuare un protagonista preciso ma piuttosto una lunga serie di personaggi che si muovono fra complotti di stato, lotte del potere fra corporazioni e conflitti sociali fra élite e massa.
Nel Ventunesimo secolo gli Stati Uniti d’Europa e d’America sono governati da una coppia incantevole: der Alte, il presidente, e la First Lady, vero motore del potere. Popolare e amatissima star televisiva, la donna nasconde segreti che ne potrebbero destabilizzare l’autorità, e si oppone a ogni tentativo di rovesciamento del suo benigno regime. Fra complotti, corporation industriali, conflitti sociali tra élite e massa, tra chi conosce la verità sulla reale natura di der Alte e chi crede ciecamente nella verità offerta al pubblico, si muovono gli altri personaggi del romanzo: il pianista psi Richard Kongrosian, capace di suonare senza toccare i tasti; Beltold Goltz, capo dell’organizzazione dei Figli di Giobbe; Loony Luke, venditore di astronavi che permettono alle famiglie disperate di emigrare su Marte; e poi i simulacri, sostituti robotici degli esseri umani, usati come strumenti fondamentali di un rischioso gioco politico. Imbevuto dell’atmosfera e degli eventi dell’epoca, tra Jacky Kennedy e Richard Nixon, saturo di paranoia e di una cultura del segreto e del sospetto che esploderà nel decennio successivo, I simulacri è tra i migliori romanzi di Dick degli anni Sessanta: un’opera corale sospesa fra stupore e amarezza, pessimismo e volontà di riscatto, e soprattutto una ricchissima galleria di personaggi, umani e artificiali.

Jack Barron