Ultime notizie dagli uccelli

Érik Orsenna
Ultime notizie dagli uccelli
Traduzione di Bruno F.
Salani editore, 2006

Érik Orsenna è lo pseudonimo dello scrittore francese Érik Arnoult, nato a Parigi il 22 marzo 1947. Dopo gli studi in filosofia, scienze politiche e economia, diventa ricercatore ed insegnante nel campo della finanza internazionale. Dal 1998 è membro dell’Académie française.

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Il romanzo Ultime notizie dagli uccelli (Dernières nouvelles des oiseaux) è stato scritto nel 2005 ed è un inno all’ingegno e alla creatività giovanile, alla solidarietà che mette insieme le forze per raggiungere un progetto.
Di questi tempi grigi e di generale sconforto fa piacere leggere pagine che ti coinvolgono in una sorta di favola e che per di più ha come protagonisti ragazzini, autentici “piccoli geni”, presi dalle proprie passioni, ma non compresi dalla struttura, talvolta estremamente rigida, della struttura scolastica tradizionale.
La storia racconta di uno strano “presidente” che riunisce in un’isola, sotto la guida di una bizzarra direttrice, sette ragazzini con passioni diverse ma isolati ed emarginati dalla scuola, dai compagni ed incompresi dagli stessi genitori.
È però proprio sull’isola che dovranno concretamente mettere a fuoco la loro creatività e fantasia, ma solo unendo le loro forze riusciranno a superare gli ostacoli per costruire un aereo che li potrà salvare dai disastri di una tempesta abbattutasi sull’isola.
La morale, presente come in tutte le favole, è che non serve essere bravi in qualcosa, se non mettendo i frutti in comune con gli altri.

Ilde Piacentini

Infected files

Dario Tonani
Infected files
Antologia di racconti
Delos Books, 2011
168 pagine
prezzo 7,90
ISBN 978-88-6530-1500

Raccolta di racconti che mette in luce il carattere eclettico dello scrittore milanese. Da futuri cyberpunk a dopobomba a futuri prossimi più o meno degradati. C’è comunque sempre un file conduttore, l’impronta lasciata da Tonani, sempre inquietante. E le idee che riesce a proporre, sempre qualcosa di nuovo, di diverso, di originale in un panorama del genere fantascientifico che rischia sempre di più di collassare su sé stesso.
Dario Tonani si divide tra l’attività di giornalista professionista e la scrittura; ha pubblicato diversi romanzi e una settantina di racconti in antologie, quotidiani nazionali e nelle principali testate di genere italiane (Urania, Giallo Mondadori, Segretissimo, Millemondi, Robot).
Nell’aprile del 2007, su Urania, è uscito il suo titolo più acclamato: “Infect@”, un noir fantascientifico giunto secondo all’edizione 2005 dell’omonimo premio e di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici (il seguito, Toxic@, è in uscito a settembre di quest’anno).
A marzo 2009, ancora per Urania, è uscito “L’algoritmo bianco”, mini ciclo composto da due romanzi brevi. È autore anche di un ciclo steampunk, iniziato lo scorso anno con la novelette “Cardanica” (pubblicata su Robot e poi in formato digitale per 40k Books), proseguito nel 2011 con “Robredo” e che si svilupperà a breve su un terzo titolo “Chatarra”.
Con le sue storie ha vinto numerosi concorsi, tra i quali nel 1989 il Premio Tolkien, due volte il Premio Lovecraft (1994 e 1999) e tre il Premio Italia (1989, 1992 e 2000). Sposato, con un figlio di 17 anni, vive e lavora nella periferia del capoluogo lombardo, a due passi dagli stessi luoghi che descrive nei suoi romanzi.

Jack Barron

I quadrivi del tempo e dello spazio

Lanfranco Fabriani
I quadrivi del tempo e dello spazio
Antologia di racconti
Delos Books, 2010
300 pagine
prezzo 9,90
ISBN 978-88-6530-115-9

Consigliare la lettura di un’antologia di racconti come questa, significa almeno due cose: anzitutto conoscere un’autore italiano la cui produzione da almeno un trentennio è costante e significativa. Fabriani ha all’attivo la pubblicazione di numerosi racconti (che sono praticamente tutti raccolti in quest’antologia assieme a un buon numero di inediti) e di alcuni romanzi presso la casa editrice Mondadori.
La seconda cosa che credo sia importante è legata al genere di storie che Fabriani scrive, in quanto egli è “veramente” uno scrittore di science-fiction, uno che la sa scrivere insomma, oltre che conoscerla molto bene.
La fortissimo vena ironica di questo autore romano, traspare in tutte le sue opere, magari solo come peculiarità di alcuni personaggi oppure che dà corpo a tutto l’impianto narrativo, sia si tratti di una storia ambientata in un lontano pianeta, oppure nel centro di Roma.
Leggere questa antologia di Fabriani è un po’ come leggere un bigino di quello che la narrativa fantastica è in grandi di offrire, proprio perché i suoi interessi hanno spaziato dalla space-opera alle ucronie, senza tralasciare il fantasy.
Come fa notare Vittorio Curtoni nell’introduzione all’antologia, se Fabriani fosse nato negli USA sarebbe uno scrittore famoso al pari di molti, noti anche oltre i loro confini. Come italiano, invece, si deve accontentare del nostro mercato, delle sue limitazioni e difficoltà.
La cosa bella, per noi italiani, è che ce lo possiamo leggere in originale.

Giorgio Ginelli

Roma in fiamme

Franco Forte
Roma in fiamme
Mondadori, 2010
504 pagine
prezzo 20,00
ISBN 978-88-0460-804

Le gesta dei personaggi storici, e in particolar modo di quelli che non sono propriamente attuali, sono mediate dai secoli che li separano dalla nostra percezione. Sia che le loro gesta siano state deplorevoli oppure gloriose, la nostra visione può dunque essere sufficientemente distaccata per analizzarli con obiettività. E questa vale principalmente per gli storici che possono dare una lettura del personaggio basata su fonti e ritrovamenti che a volte non sono di prima mano, ma sono riproposti da chissà quanti rifacimenti. Gli esempi sono innumerevoli.
Franco Forte, che storico non è ma è invece scrittore, si è forse posto questo problema nel tratteggiare il suo Nerone, protagonista del romanzo “Roma in fiamme”, uno dei personaggi storici più ambigui e affascinanti a cui un romanziere può far riferimento. Il vantaggio di un romanziere sullo storico sta proprio nella “libertà” che può prendersi per analizzare i personaggi che la storia ci ha tramandato; la sua efficacia è nel saper utilizzare le informazioni e confezionare una “storia” che sia il più possibile conforme ai dati che si possiedono, ma che al tempo stesso sia affascinante e leggibile. Insomma, il connubio ideale tra informazione e fabulazione, e Franco Forte ha fatto appunto questo.
Il ritratto che ne esce è quello di un Nerone innovatore, sullo sfondo di una Roma imperiale densa di intrighi e passioni sanguinarie; un imperatore le cui gesta sono state sufficientemente complesse e contraddittorie da non permettere mai un’analisi storiografica precisa e definitiva, e che perciò può essere trattato con la forza del romanzo.
Leggere questo romanzo oggi, per molti, potrà anche essere l’occasione per avere la conferma che con il passare dei secoli ciò che muta di meno è proprio l’uomo; basta leggere i nostri giornali e guardare i nostri telegiornali per trovare personaggi politici che fanno spettacolo per guadagnarsi i favori del popolo, che rappresentava lo stile di Nerone. Molti tireranno anche un sospiro di sollievo, in quanto le dissoluzioni della corte di Nerone sono davvero poca cosa se confrontate ai balletti rituali tra i nostri politici e le loro affabili escort.

Giorgio Ginelli

La sfuriata di Bet

Christian Frascella
La sfuriata di Bet
Einaudi, 2011
210 pagine
prezzo 17,00
ISBN 978-88-06-20615-4

La terza prova di narrativa di Frascella è un libro di facile e rapida lettura. Parla di una “tipetta” di 17 anni, Bet per l’appunto, che vive a Torino ed è una studentessa.
Tutto normale, se non che Bet è ribelle, ruvida. Dentro di lei tutto ribolle. Certo, ci vorrebbe una rivoluzione per cambiare le cose, ma si accontenta… di una “sfuriata”! Si ritroverà tra manifestazioni sindacali, occupazioni di scuola e maturerà da ragazza e giovane donna che entra nel modo dei grandi. La su “sfuriata” è servita!
Bet è una giovane donna che con coraggio si impegna a tracciare un sentiero nella vita che ha davanti (e ci riesce!) a supportare la tesi che non tutti i giovani di oggi sono svogliati, ignoranti e staccati dalla realtà che li circonda.
L’autore è nato e vive a Torino ed è al suo terzo romanzo dopo “Mia sorella è una foca monaca” (2009) e “Sette piccoli sospetti” (2010). Per scrivere questo romanzo l’autore ha incontrato i ragazzi delle scuole, coinvolgendoli in un dialogo tumultuoso. Gli stessi che poi sono stati i lettori in anteprima del manoscritto e che hanno suggerito critiche attente e consigli fondamentali per l’ambientazione scolastica del romanzo.
Ne è scaturito un ritratto incisivo e reale, non solo del mondo degli adolescenti della nostra epoca, ma di una società in subbuglio vista attraverso gli occhi dei suoi protagonisti.

Ilde Piacentini

Uomini e topi

John Steinbeck
Uomini e topi
Traduzione di Cesare Pavese
Bompiani editore, Tascabili, 2001

John Steinbeck, nato nel 1902 a New York e morto il 20 dicembre 1968, è considerato uno degli scrittori più importanti del XX secolo, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1962.
Uomini e topi è un romanzo pubblicato a New York nel 1937.
 
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John Steinbeck scrive un romanzo, che per quanto breve, tratta un insieme rilevante di temi: la cattiva condizione dei braccianti, il sogno americano, la discriminazione razziale, l’amicizia e l’amore fraterno.
George e Lennie, i protagonisti delle vicende, si spostano di fattoria in fattoria in cerca di fortuna e in cerca del loro sogno: possedere il proprio terreno da coltivare ed essere liberi da qualunque “datore di lavoro – oppressore”. Steinbeck racconta il loro periodo di permanenza in uno dei ranch in cui lavorano e, attraverso una scrittura veloce e rapida, ripercorre queste tematiche con dinamicità, dando spazio soprattutto ai dialoghi diretti tra i personaggi per dare un timbro
coinvolgente in cui si evolvono le vicende.
Molto duro e sorprendente il finale in cui l’amore fraterno di George per Lennie lo porta ad un decisione estrema ed inaspettata. Un finale in cui il lettore resta a bocca asciutta per via della velocità che quasi non gli permette di rendersi conto di ciò che stia accadendo.
Notevole è, invece, l’impegno dello scrittore che ha adottato dei dialoghi “sgrammaticati” per rendere al lettore l’idea delle condizioni di questi contadini molte volte analfabeti o quasi.
Il libro è consigliato soprattutto a lettori occasionali per via della sua semplicità.

Tarek Radwan, IV Bi, novembre 2011

Romanzo breve collocato in un’ America povera e combattuta tra lotte sociali e problemi di immigrazione.
L’autore analizza in maniera cruda ed essenziale queste situazioni, spogliando il testo da descrizioni troppo dettagliate e superflue, in modo da non distogliere l’attenzione dagli argomenti principali dell’opera.
Steinbeck usando una scrittura “povera” e ripetitiva permette al lettore di immedesimarsi in una realtà e un’epoca a noi poco familiare, questo testo è poco prevedibile e capace di inaspettati colpi di scena.
La storia tratta di vicende tragiche e violente riguardanti in particolare due braccianti che lavorano in un ranch in California: Lennie un omone forte e un gran lavoratore che ha il difetto di essere sciocco e irresponsabile e George, guida dell’amico, un uomo più minuto e molto acuto.
I due si troveranno di fronte a situazioni poco raccomandabili quasi sempre a causa dell’ingenuità di Lennie, e alcune di queste saranno troppo grandi anche per l’astuto George.

Andrea Za, IV Bi, novembre 2011

“Uomini e Topi” è un titolo forte, poiché mette in vista le differenze e le somiglianze delle due creature. Tra le pagine 13 – 14 Lennie accarezzando un topo, senza accorgersi lo stringe troppo forte togliendogli la vita. In questo momento lo scrittore spiega la differenza di dimensioni e di forze tra i due. Ma appoggiandosi sul fatto della grande Depressione americana negli anni ’30, le due creature assumono un carattere simile. I contadini erano come i topi – senza una meta, sempre in fuga, pieni di promesse mai realizzate e mentalità ricche di fantasie su un futuro migliore.

Vadim Pegassov, IV Bi, novembre 2011

Il pianeta dei Venti

George R.R. Martin e Lisa Tuttle
Il pianeta dei Venti
Traduzione di Roberta Rambelli
Editrice Nord, Narrativa d’anticipazione, 1983

Windhaven è un romanzo scritto nel 1981 da due giovani autori e che racconta la storia di un mondo di piccole isole, insidiose tempeste e pericolosi oceani, un mondo popolato dai discendenti dei reduci di un incidente spaziale. Gli abitanti hanno distrutto i resti della propria nave per ricavarne i metalli rarissimi nel pianeta, e con essi hanno costruito ali sottili che li hanno resi in grado di volare.
Generazioni dopo, nelle varie isole si sono evolute culture diverse, ma in tutte gli eredi dei primi possessori delle ali sono divenuti una classe privilegiata. I volatori, in ogni luogo, sono al di sopra della legge, e il loro status è da sempre tramandato di padre in figlio.
La protagonista del romanzo è Maris, la figlia di un pescatore che, adottata da un volatore, impara a volare. Ha un grande talento naturale, molto superiore a quello di molti volatori per diritto ereditario, ma la tradizione vuole che debba cedere le ali al fratello Col, il vero erede del suo padre adottivo. Col non sa volare bene, ha
paura, e il suo unico desidero è diventare un cantore e viaggiare con il suo maestro Barrion tra le isole per nave.
Da qui inizia un solido racconto di “lotte di classe”, dove Maris sfida le tradizioni con le proprie idee radicali, e vince! Ma le tradizioni sono dure da abbandonare. I privilegi secolari dei volatori hanno creato in loro un sentimento di superiorità, e li hanno resi invisi e arroganti per gran parte della popolazione.
Il Pianeta dei Venti non ha un intreccio complicato o enormi colpi di scena. La storia è semplice e lineare. I protagonisti, pur se ben descritti, non hanno background complessi o piani segreti di alcun genere. Il libro è una lettura semplice e gtradevolissima, nel quale gli autori hanno fatto un eccellente lavoro nel descrivere le difficoltà di una società posta di fronte alle esigenze di cambiamento dettate dal passare dei secoli. Sia i volatori che i “terragnoli” sono profondamente toccati dagli eventi causati dagli sforzi di Maris, e in contrasti descritti sono verosimili e fanno riflettere, oltre che intrattenere.

Jack Barron

Senza tregua

George Alec Effinger
Senza tregua
Traduzione di M. C. Pietri
Editrice Nord, Cosmo Argento, 1989

Questo romanzo del 1987, il cui titolo originale è When gravity faille, è forse l’opera più importante di quest’autore ed è il primo volume della trilogia di Marîd Audran, ambientata in un mondo futuristico dove il cambio di sesso è operazione comune e dove impianti cibernetici permettono alle persone di modificare le proprie capacità e la propria personalità.
Tale ambientazione rispecchia in larga misura il quartiere francese di New Orleans e raccontano le storie romanzate dei travestiti e delle altre persone che Effinger ha conosciuto nei bassifondi della città.
Un allucinante incrocio di culture dove proliferano crimine, droga, corruzione. Ma dove si può anche usufruire degli incredibili progressi tecnologici. In questo labirinto di personalità artificiali, che popolano un mondo elettrizzante, dal sapore esotico, Marîd Audran, investigatore privato, si trova coinvolto in un intrigo fatale. Un contatto con cui doveva concludere un affare viene ucciso da un misterioso sicario, e l’assassinio attiva il vortice in cui Audran viene risucchiato suo malgrado.
Questo primo romanzo della trilogia è stato definito dalla critica internazionale “un capolavoro per ritmo, originalità e immaginazione” e recentemente è stato ripubblicato in Italia con il titolo L’inganno della gravità (Hobby & Work, traduzione di Eva Raguzzoni).

Jack Barron

Scrutare nel buio

Philip K. Dick
Scrutare nel buio
Traduzione di  Sandro Pergameno e Valerio Fissore
Editrice Nord, Narrativa d’Anticipazione, 1979

È un romanzo del 1977, il cui titolo originale è A Scanner Darkly, tradotto in italiano anche col titolo Un oscuro scrutare (Fanucci editore, 2010). Viene considerato uno dei più bei romanzi sulla tossicodipendenza mai scritti, e senz’altro uno dei capolavori dello scrittore californiano.
Il romanzo è ambientato in California, in un futuro non molto remoto. Tra i giovani circola una droga micidiale, nota come “Sostanza M” o “Sostanza Morte”. Il protagonista è il tossicodipendente Bob Arctor, che vive alla giornata in una casa affollata insieme ad altri tossicodipendenti. Le giornate del gruppo di Bob trascorrono tra sballo, conversazioni sconclusionate, avventure tra il comico e il tragico. Nella descrizione della vita di Arctor e compagni non è difficile leggere elementi autobiografici (anche Dick fu tossicodipendente, da anfetamine).
Bob Arctor nasconde però un segreto: è un agente infiltrato della narcotici. Nella sua casa vi sono telecamere che riprendono tutto quel che avviene. Bob è il classico agente usato in operazioni sotto copertura, che riferisce ai suoi superiori nascosto da una tuta disindividuante (scramble suit nell’originale) che ne confonde i lineamenti e l’aspetto; questo per evitare che qualche talpa all’interno della polizia possa rivelare la sua vera identità alle organizzazioni di narcotrafficanti.
Bob quindi conduce una doppia vita: ogni tanto diventa l’agente di spionaggio Fred, spione e nemico di quelli che nella vita da tossico sono suoi amici. La situazione è complicata dal fatto che uno degli effetti collaterali della Sostanza M è la progressiva separazione dei due emisferi cerebrali, che porta gradualmente a una vera e propria schizofrenia. L’emisfero della razionalità e della logica diventa sempre più autonomo da quello dei sentimenti e dell’intuizione.
La vita di Bob/Fred va pian piano a pezzi, e con lui quella dei suoi amici/vittime tossicodipendenti, fino a un finale straziante e sorprendente.

Jack Barron

La svastica sul Sole

Philip K. Dick
La svastica sul Sole
Traduzione di Roberta Rambelli
Fanucci Editore, Immaginario Dick, 2011

La svastica sul sole (The Man in the High Castle) è una celebre ucronia di Philip K. Dick, pubblicata nel 1962 e vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo.
Le forze dell’Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l’America è divisa in due parti, l’una asservita al Reich, l’altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L’Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l’Italia ha preso le briciole e i nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone.
Sulla costa  occidentale degli Stati Uniti, i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folclore e della cultura americana, e tutto sembra ruotare intorno a due libri: il millenario I Ching, l’oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l’Asse sarebbe stato in realtà sconfitto dagli Alleati.
La svastica sul sole racconta la Storia e le sue possibilità, la realtà e le riscritture, lo scontro culturale tra Oriente e Occidente, l’invasione della spiritualità nella vita quotidiana, il dramma morale di chi deve sopravvivere in un regime di sottomissione.
L’edizione Fanucci comprende due capitoli sequel che Dick ha scritto nel 1967 e dove spiega l’esistenza di due realtà parallele. Questi due capitoli dovevano costituire un secondo romanzo che Dick non è riuscito più a scrivere.

Jack Barron