notebook VS netbook

Comparativa elaboratori portatili
di Giorgio Ginelli

Nel panorama delle apparecchiature informatiche dedicate all’elaborazione dei dati, i dispositivi portatili si contraddistinguono per le diverse configurazioni che possono assumere ed alle quali sono attribuiti nomi differenti che evocano le loro funzionalità. La rapidità di evoluzione delle tecnologie informatiche rende difficoltoso definire quale sia la reale differenza tra categorie contigue. È il caso dei dispositivi che prendono il nome di notebook e netbook. In entrambi i casi si tratta di dispositivi portatili, dotati di una tastiera fisica e uno schermo a colori che si chiudono su se stessi; a prima vista, dunque, potrebbe non essere facile distinguerli con una sola occhiata. Il corredo interno e le caratteristiche dei componenti utilizzati per la loro costruzione, determinano le vere differenze.

Per netbook si intende un dispositivo ultra portatile, molto leggere e dotato di ottima autonomia, più adatto alla navigazione in rete che non all’uso di applicativi che richiedono elevata potenza di calcolo, mentre il notebook è un PC portatile con maggiori performance e un livello di produttività maggiore. In termini di prestazioni possono essere visti come due passi successivi della medesima scala di integrazione, anche per quanto riguarda la potenza di elaborazione.

Il netbook hanno come punto di forza la maggiore autonomia e il peso più contenuto che non i notebook, i quali possono contenere nel medesimo telaio anche una batteria di maggiore capacità, ma che serve ad alimentare periferiche interne, quali ad esempio un lettore di cd-rom e un disco rigido interno di maggiori dimensioni e velocità.

Data la rapida evoluzione della tecnologia, il divario di prestazione tra i due generi sta comunque rapidamente diminuendo, anche se la fascia di costo dei notebook può essere considerevolmente più alta dei netbook.

Le caratteristiche principali sulle quali basare un confronto tra differenti modelli di notebook possono essere le dimensioni dello schermo, il tipo di batteria installata, la presenza di componenti interni e il materiale del telaio che compone il dispositivo. In genere sono comunque tutti dotati di uno schermo a cristalli liquidi e come dispositivo di puntamento utilizzano un touchpad; tutti sono dotati di interfacce USB alle quali è possibile collegare dispositivi esterni.

Il fattore di mobilità è un parametro di riferimento standard adottato nell’ambito dell’industria informatica per la valutazione delle prestazioni dei PC portatili in termini di “mobilità”; vengono presi in considerazione l’autonomia delle batterie, il peso e la robustezza, che rimangono i fattori prestazioni più importanti. L’autonomia del portatile è comunque correlata al tipo di batteria utilizzata; gli elementi che consentono di fornire un’indicazione di massima sono il numero di celle che la compongono e la sua capacità nominale. Una batteria per portatile non è altro che un insieme di singoli elementi, ciascuno dei quali è in grado di generare energia elettrochimica; questi elementi vengono definiti “celle” e più elevato è il loro numero, maggiore sarà l’energia complessiva che essa è in grado di erogare.

L’offerta del mercato per questo genere di dispositivi è notevole, sia da parte di produttori con un solido know how che da parte di aziende di terze parti. Nella tabella allegata ho cercato di fare una panoramica il più significativa possibile, campionando da ciò che attualmente presente nei listini dei maggiori produttori; è da verificare che tutti i modelli siano effettivamente presenti nel mercato della grande distribuzione.

La tabella riporta un riassunto delle principali caratteristiche tecniche; per una valutazione più esaustiva si rimanda alle schede tecniche dei produttori, molte delle quali non sono però più disponibili in quanto non più in produzione, anche se ancora presenti sul mercato. È stato veramente frustrante constatare, comunque, la scarsa disponibilità di informazioni tecniche “precise” in merito ai prodotti di molte aziende; per contro voglio invece segnalare la chiarezza delle informazioni fornite da Acer, Asus e Dell (anche se, per quest’ultima azienda, gli alti prezzi di listino mi hanno obbligato all’esclusione dei loro prodotti dalla comparativa).

Ho ritenuto infatti necessario prendere in considerazione dispositivi la cui fascia di costo risultasse intorno ai 300,00 euro (IVA inclusa), anche se molto probabilmente in fase di gara d’appalto alcuni fornitori potranno offrire dispositivi (anche attualmente fuori produzione) con costi ancora più bassi di quelli di listino. Per questa ragione i dispositivi presenti nella tabella sono perciò tutti netbook, in quanto i notebook riportano costi di listino molto superiori (per caratteristiche tecniche neanche tanto maggiormente performanti nella fascia di costo più bassa).

Nella tabella non sono stati riportati quei dati che risultano essere comuni a tutti i modelli analizzati; ad esempio tutti sono dotati sia di WiFi che connettore Ethernet per la connessione alla rete, così come tutti hanno microfono e casse incorporate, oltre a connettori per monitor VGA esterni.

 

 

Acer Aspire One D270-26

Acer Aspire One D270-28

Acer Aspire One 725

Packard Bell
DOT-S

ASUS

1015BX

Processore

Intel Atom N2600 – 1,6 GHz

Intel Atom N2800 – 1,86 GHz

AMD Athlon X2 – 1 GHz

Intel Atom N2600 – 1,6 GHz

AMD Dual Core C60 – 1 GHz

RAM max

1 GB

1 GB

2 GB

1 GB

1 GB

espansione

NO

NO

NO

NO

NO

HDD

320 GB SATA II

320 GB SATA II

320 GB SATA II

320 GB SATA II

320 GB SATA II

Schermo

10,1” – TFT

10,1” – TFT

11,6” – TFT

10,1” – TFT

10,1” – TFT

Peso

1,2 kg

1,2 kg

1,35 kg

1,2 kg

1,25 kg

Dimensioni
(A x L x P)

2,4 x 26,5 x 18,4

2,4 x 26,5 x 18,4 2,35 x 28,5 x 20 2,4 x 26,5 x 18,4 3,64 x 26,2 x 17,8
USB

3

3

2+1

3

2

Sistema Operativo

Windows 7 Starter

Windows 7 Starter

Windows 7 Home

Windows 7 Starter

Windows 7 Starter

Autonomia

8 ore

8 ore

3,5 ore

4 ore

n.d.

Batterie

6 celle

6 celle

4 celle

3 celle

3 celle

Listino (IVA inclusa)

279,00

299,00

359,00

228,88

305,00

Garanzia

24 mesi

24 mesi

24 mesi

12 mesi

12 mesi

 I dati in tabella evidenziano una poco marcata differenza di performance tra i vari modelli presi in esame, a fronte però di differenze notevoli nel costo.

Così per il modello Acer Aspire One 725 (con prestazioni di processore minori rispetto agli altri compensate però da un raddoppio della RAM) si paga un prezzo superiore agli altri per avere uno schermo più grande e la presenza di un sistema operativo completo, ma a scapito di un’autonomia più bassa.

Mentre gli altri due modelli Acer risultano allineati per quanto riguarda le performance in rapporto al costo di listino. Packard Bell e Asus, oltre ad avere una minore durata della garanzia hanno ben altre penalità, anche se il primo monta lo stesso processore dell’Acre Aspire One D270, ma con un notevole risparmio sul costo di listino.

La scelta perciò rimane complessa dal punto di vista della valutazione, in quanto deve essere il risultato della triangolazione di molti elementi. Non ultima la disponibilità del mercato.

Un dato è certo: sarà impossibile poter scegliere il miglior dispositivo per le nostre esigenze, in quanto siamo soggetti a limitazioni di scelta (non ultima il costo di acquisto). Saremo costretti ad adattare la scelta a quel dispositivo che intermedia maggiormente le caratteristiche performanti con il prezzo.

 

settembre 2012

La sfuriata di Bet

Christian Frascella
La sfuriata di Bet
Einaudi, 2011
210 pagine
prezzo 17,00
ISBN 978-88-06-20615-4

La terza prova di narrativa di Frascella è un libro di facile e rapida lettura. Parla di una “tipetta” di 17 anni, Bet per l’appunto, che vive a Torino ed è una studentessa.
Tutto normale, se non che Bet è ribelle, ruvida. Dentro di lei tutto ribolle. Certo, ci vorrebbe una rivoluzione per cambiare le cose, ma si accontenta… di una “sfuriata”! Si ritroverà tra manifestazioni sindacali, occupazioni di scuola e maturerà da ragazza e giovane donna che entra nel modo dei grandi. La su “sfuriata” è servita!
Bet è una giovane donna che con coraggio si impegna a tracciare un sentiero nella vita che ha davanti (e ci riesce!) a supportare la tesi che non tutti i giovani di oggi sono svogliati, ignoranti e staccati dalla realtà che li circonda.
L’autore è nato e vive a Torino ed è al suo terzo romanzo dopo “Mia sorella è una foca monaca” (2009) e “Sette piccoli sospetti” (2010). Per scrivere questo romanzo l’autore ha incontrato i ragazzi delle scuole, coinvolgendoli in un dialogo tumultuoso. Gli stessi che poi sono stati i lettori in anteprima del manoscritto e che hanno suggerito critiche attente e consigli fondamentali per l’ambientazione scolastica del romanzo.
Ne è scaturito un ritratto incisivo e reale, non solo del mondo degli adolescenti della nostra epoca, ma di una società in subbuglio vista attraverso gli occhi dei suoi protagonisti.

Ilde Piacentini

School Rock

Antonio Incorvaia e Stefano Moriggi
School Rock – La scuola spacca

San Paolo Edizioni, 2011

Gli studenti hanno bisogno di sogni… i prof. di qualche suggerimento.

“La scuola spacca” non è un libro come gli altri, lo si capisce già dal titolo.
Gli autori l’hanno scritto come se si stessero immedesimando in noi.
Fondamentalmente oggi quasi nessuno studente ha la consapevolezza del motivo dello studio, qualcuno studia per obbligo, qualcun altro per passare il tempo, ad altri piace proprio studiare e quindi non fanno altro al di fuori di passare il tempo sui libri, altri non studiano proprio.
Ma tutti si fanno le stesse domande.
Cosa me ne frega di studiare? Cosa me ne frega di italiano, matematica, fisica, storia, chimica, religione, filosofia? Cosa c’entrano con la mia vita? Che cosa me ne frega?
E anche gli insegnanti si chiedono: che bisogni hanno i nostri studenti? Perché insegniamo, se loro non ci ascoltano?
Antonio Incorvaia e Stefano Moriggi, hanno avuto la buona intuizione di applicare alla vita quotidiana le nozioni scolastiche, offrendo supporto agli insegnanti che – certe volte – vengono contagiati dalla stessa domanda degli studenti: chi se ne frega?
Chiedersi “cosa me ne frega di insegnare le disequazioni, le Guerre Puniche e l’endecasillabo? È una domanda energizzante, dinamica, alternativa, che fa riflettere sul vero senso della scuola.
Se gli insegnati trovano la voglia di comunicare che cosa ha animato le scoperte storiche, poetiche e scientifiche, forse riusciranno a trasmettere agli studenti, un po’ di calore, di passione, di fantasia.
La strada che percorre “School Rocks” va in questa direzione: mettere anima nei libri, far vedere che la cultura scolastica e quella pop hanno un punto in comune: l’uomo.
La cultura pop è diffusa, comune e comprensibile.
Al contrario la cultura che si impara a scuola è rara e difficile e proprio per questo è preziosa.
A volte guardare i talent show o uscire a fare shopping con i nostri amici, ci serve anche ad affrontare le problematiche scolastiche.
Anche leggere sms, wikipedia e giornalini di gossip ci aiutano e vedere la lettura come una cosa piacevole e non solo come una perdita di tempo o come un obbligo imposto da insegnati e genitori.
Non tutto si impara a scuola, molto per strada.
A me è piaciuto questo incontro, perché stranamente, gli autori, con il loro libro hanno dato ragione a noi, gli studenti, e hanno proprio cercato di vedere la scuola da tutti i punti di vista, dando qualche utile suggerimento ai prof.

Brunelli, 2Asa

Leggi anche l’intervista a Antonio Incorvaia pubblicata nelle pagine degli Eventi.